Il Museo della Carta di Amalfi, ospitato in un’antica cartiera del XIII secolo, è un piccolo gioiello di archeologia industriale ed accompagna i visitatori alla scoperta di un’antica tradizione in uno dei luoghi più suggestivi della Costiera.
Museo della Carta di Amalfi: i fasti della carta realizzata a mano
Questa struttura, unica al mondo, riserva ai visitatori la magia di tornare indietro nel tempo e di sperimentare direttamente le antiche tecniche di produzione della carta nel corso di visite guidate in numerose lingue.
Gli amalfitani avevano appreso dagli Arabi le tecniche per la produzione della carta bambagina, dal nome della città araba El Mambig e, anche, secondo altre tesi, dal cotone omonimo.
Le prime cartiere ad Amalfi
Le prime cartiere sono databili dopo il 1231, anno in cui Federico II, con le norme “decretali” pubblicate a Melfi vietò ai curiali di Napoli, Sorrento e Amalfi l’uso della carta bambagina negli atti pubblicati ed impose la trascrizione degli stessi su pergamena. A sostegno di questa tesi si schierano autorevoli storici come Matteo Camera nel volume “Istoria della Città e Costiera di Amalfi”.
In seguito la carta amalfitana fu usata anche per scritture private, per atti giudiziari e valori bollati in tutte le città dell’Italia Meridionale, presso le corti degli Angioini, degli Aragonesi, del Vicereame Spagnolo e della corte Borbonica. Furono molti gli stranieri che, attirati dalla qualità del prodotto, arrivavano a Napoli per stampare le loro opere sulla carta d’Amalfi.
Valle dei Mulini
La maggior parte delle Cartiere furono impiantate lungo la suggestiva Valle dei Mulini, descritta e decantata da scrittori, come Henry Longfellow, e ritratta da artisti di ogni tempo, come l’Amalfitano Pietro Scoppetta, il cui acquerello si ammira nel museo di Capodimonte di Napoli.
Attraverso questa valle scorre il fiume Canneto, sorgente dai monti Lattari, che, attraverso una serie di canali sotterranei che corrono parallelamente, ma distintamente al corso naturale del fiume, costituiva la forza motrice dei macchinari necessari per la produzione della carta.
Percorso di visita
Nella cartiera – museo si possono ammirare gli attrezzi secolari usati nella produzione della carta a mano: gli antichi magli in legno che, azionati da una ruota idraulica, battevano e trituravano gli stracci di lino, cotone e canapa precedentemente raccolti nelle possenti pile in pietra; la macchina Olandese installata nella cartiera museo il 18 novembre 1745; le presse settecentesche utilizzate per l’eliminazione dell’acqua in eccesso dei fogli; la macchina continua in tondo.
Tutte queste macchine per la produzione della carta sono state restaurate e rese funzionanti; durante la visita sono azionate con la forza e la potenza delle acque del torrente Canneto per far rivivere ai visitatori l’emozione di creare un foglio della pregiata carta a mano di Amalfi.
Biblioteca
Grande importanza e valore bibliografico assume la dotazione libraria di fonti e testi sulle origini della Carta di Amalfi in lettura presso la biblioteca del museo che offre, oltre ad una ricca raccolta di riviste, circa 4000 testi di varie epoche e fasi storiche. I testi presenti si dividono in più sezioni e sottosezioni di consultazione: Pittura ed Architettura, Storia della chiesa, Storia del Mezzogiorno, Storia di Amalfi, Storia – Tecnica – Industria della Carta, ed in fine, una sezione di testi stranieri sulla Storia – Tecnica – Industria della Carta.
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Autore: Stefania Maffeo Giornalista multitasking, classe 1976, eclettica comunicatrice, appassionata lettrice, di cinema e di storia contemporanea, da sempre utilizza la parola come strumento di piacevole realtà. Esperta in comunicazione istituzionale, organizzazione di eventi e giornalismo scolastico, è da oltre dieci anni impegnata in progetti di elaborazione magazine e blog per alunni di scuole di ogni ordine e grado, contribuendo a favorire nei giovani l’interesse per la realtà circostante unita al corretto modo di valutare ed interpretare le informazioni mediatiche. |
