Irene Kowaliska: i suoi Batik sono delle vere e proprie opere d’arte, equiparabili a quadri d’autore

Tra i massimi esponenti della cosiddetta colonia tedesca, formatasi a Vietri sul Mare negli anni 20 del secolo scorso, a cui tanto il paesino della Divina Costa d’Amalfi deve la rinascita e l’affermazione sui mercati internazionali della produzione artistica di ceramica.

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Oggi 8 marzo Festa delle Donne, è bello ricordare l’artista Irene Kowaliska
I suoi Batik sono delle vere e proprie opere d’arte, equiparabili a quadri d’autore

Irene Kowaliska è considerata tra i massimi esponenti della cosiddetta colonia tedesca, formatasi a Vietri sul Mare a partire dagli anni 20 del secolo scorso. A loro, il primo paesino della Divina Costa d’Amalfi, deve la rinascita e l’affermazione sui mercati internazionali della produzione artistica di ceramica.

Periodo di Positano

Al termine della guerra Irene Kowaliska lascia il suo laboratorio, distrutto dai bombardamenti, e da Vietri si trasferisce a Positano, dove nel suo studio si dedica alla tessitura di stoffe diventando ben presto specialista delle opere di sapore popolare e naif ispirate alla vita e alla tradizione del posto.

Periodo di Roma

Nel 1956 si trasferisce definitivamente a Roma e si dedica alla realizzazione di icone su vetro e al ricamo. Contemporaneamente apre il suo sapere ai giovani desiderosi d’arte, in particolare quella applicata alla produzione (tessuto, ceramica, vetro), con l’intento di arricchirla.

Nel 1965 torna a visitare Vietri e nell’occasione realizza alcuni campioni per Vincenzo Solimene.

Muore a Roma nel 1991.

Le opere di Irene Kowaliska sono esposte al Museo della Ceramica di Villa Guariglia, località Raito, e al Museo delle Arti Applicate di Villa De Ruggiero, Nocera Superiore.

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