Castel dell’Ovo

Tra la spuma del mare, al centro del Golfo di Napoli, il Castel dell’Ovo si erge con la sua mole dorata.

L’Isola del Salvatore, sulla quale si adagia, faceva parte del promontorio del Monte Echia, dal quale, in tempi remoti, si staccò, per un cataclisma.

Lì approdarono i primi Greci, gli attici megaresi, provenienti da Rodi, che su quell’isolotto fondarono la colonia di Megara. Successivamente Lucio Lucullo si fece costruire sull’isolotto di Megaride una sontuosa villa con giardini dove era solito organizzare “banchetti luculliani”.

Alla sua morte essa fu confiscata e trasformata in castello fortificato con il nome di castrum lucullianum. Al suo interno, alla fine del V secolo, l’abate Marciano portò il corpo di San Severino ed edificò un cenobio che divenne presto un fiorente centro religioso.

Nel 1140 Ruggero il Normanno scelse di edificare sull’isolotto la sua residenza, affidando la realizzazione di un castello all’architetto Buono. Successivamente, nel 1154, Guglielmo il Malo realizzò la Torre di Normandia, visibile ancora oggi.

Durante il periodo svevo, la fortezza – che fungeva anche da reggia – venne ampliata e rafforzata a opera di Niccolò Pisano per accogliere il tesoro della corona di Federico II.

Nel 1270, Carlo I d’Angiò vi stabilì la sua residenza dopo avervi apportato profonde modifiche; i lavori di fortificazione e ampliamento angioini la resero, di fatto, più simile a una cittadella fortificata che a un castello vero e proprio.

In questo periodo l’edificio acquisì la denominazione di Castel dell’Ovo, in ricordo della leggenda medievale secondo cui il destino di Napoli sarebbe dipeso dal perfetto stato di conservazione di un uovo, custodito all’interno di una gabbia nei sotterranei della fortezza.

L’aspetto attuale del complesso si deve alla ristrutturazione operata durante il periodo vicereale, in seguito ai danni riportati durante l’assedio del 1503; gli interventi ne trasformarono l’immagine in quella di una fortezza tozza e massiccia, progettata per resistere ai moderni assalti militari.

Questo nuovo assetto annullò la percezione dell’isola.

Solo la colmata a mare del 1871 svelò nuovamente l’isolotto; in quel periodo, la nascita del Borgo Marinari ai piedi del castello congiunse l’intera area alla terraferma attraverso una sottile lingua di terra.

Castel dell’Ovo – rientra negli itinerari Napoli incanti e Castelli e Napoli Metro Art e Pizzofalcone

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