un pallone finito ad Auschwitz

Salerno e la Shoah: alla scoperta del quartiere ebraico per non dimenticare

In occasione della Giornata della Memoria tante le iniziative per ricordare la Shoah che vide coinvolti milioni di Ebrei in tutto il mondo. La Divérteducando Viaggi propone, a Salerno, un tour alla scoperta del quartiere ebraico completato dallo spettacolo teatrale “Un Pallone finito ad Auschwitz” (di e con Sergio Mari) che racconta l’Olocausto, testimoni preziosi per la Memoria.

Scopriamo insieme le iniziative a Salerno per ricordare la Shoah

Ogni anno si rinnova l’appuntamento con il Giorno della memoria, il 27 gennaio, istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005: un’occasione per ricordare tutte le vittime della Shoah. La data è legata al giorno del 1945 in cui le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento polacco di Auschwitz ed i suoi pochi sopravvissuti.

La città di Salerno vanta una presenza che ha origini antiche. Addirittura fin dal IV secolo data a cui si fa risalire il ritrovamento di una lucerna decorata con una raffigurazione stilizzata del candelabro. La documentazione relativa ad un insediamento stabile e cospicuo inizia, però, nel X secolo.

Gli Ebrei a Salerno

Il quartiere ebraico, o giudecca,  sorgeva tra il muro della città e l’antemurale (inter muro et muricino), vicino alla riva del mare. Le case col tempo si fusero con le mura, tanto che alcuni abitanti chiesero il permesso di aprire finestre nelle mura per dare luce alle stanze. Gli ebrei a Salerno si insediarono fuori dalle vecchie mura longobarde. Sfruttarono i numerosi suoli vuoti e la comunità ebbe un notevole sviluppo tra la fine del X secolo e gli inizi dell’XI secolo. Essi trovarono tra quegli spazi periferici e poco popolati il contesto più conveniente per svolgere con maggiore comodità le proprie industrie e traffici e per custodire meglio la propria identità. Alcuni di loro ben si aggregarono anche nel contesto scientifico/culturale della Scuola Medica Salernitana. Nella Giudecca fu eretta anche la chiesa dedicata a Santa Lucia de Judaica.

Per non dimenticare

Cinema e teatro sono potenti alleati per la memoria della società, della comunità tutta, perché accompagnano – servendosi di differenti sguardi e registri narrativi – nel rimarcare pagine (tristi) della storia recente, per non dimenticare e, soprattutto, per un passaggio di consegne con le giovani generazioni. Non solo per non dimenticare, ma anche per interpretare, comprendere, interiorizzare. Come sottolinea Papa Francesco, “il passato ci deve servire da lezione per il presente e per il futuro. La Shoah ci insegna che occorre sempre massima vigilanza”.


 

 

 

Divérteducando Viaggi propone il tour giornaliero Salerno e la Shoah per scoprire il quartiere ebraico di Salerno completato da uno spettacolo teatrale a tema. 

Scopri il programma dettagliato –> https://www.meravigliosacampania.it/gite-scolastiche/offerta-speciale-salerno-shoah/

Autore: Stefania Maffeo
Giornalista multitasking, classe 1976, eclettica comunicatrice, appassionata lettrice, di cinema e di storia contemporanea, da sempre utilizza la parola come strumento di piacevole realtà. Esperta in comunicazione istituzionale, organizzazione di eventi e giornalismo scolastico, è da oltre dieci anni impegnata in progetti di elaborazione magazine e blog per alunni di scuole di ogni ordine e grado, contribuendo a favorire nei giovani l’interesse per la realtà circostante unita al corretto modo di valutare ed interpretare le informazioni mediatiche.