I segni del paesaggio: l’Appia e Capua

Esistono luoghi della Campania che, nonostante la notevole importanza storico-artistica, sono quasi del tutto fuori dalle mete turistiche: uno di questi è sicuramente Santa Maria Capua Vetere.

Un po’ di storia…!

Quando si parla di Santa Maria Capua Vetere, l’Antica Capua, non bisogna confondersi con l’odierna Capua. La Capua Antica nacque nel IX secolo a.C. e fu città osca, etrusca, sannita ed infine romana.

Illa altera Roma

Altera Roma, l’altra Roma: così Cicerone definiva l’Antica Capua, l’attuale città di Santa Maria Capua Vetere, per molti secoli capitale della Campania e famosa per la ricchezza e l’elegante stile di vita delle sue classi dirigenti. Secondo le leggende, raccontate da molti autori greci e latini, il nome della città deriva da Kapys, eroe leggendario e nipote di Enea, che sarebbe stato allattato da una cerva, dal manto tutto bianco, vissuta per più di mille anni nel santuario di Diana Tifatina. Due sono le possibili date della fondazione della città, secondo la testimonianza di Valleio Patercolo: una intorno all’800 a.C., l’altra nel 598 a.C. ad opera degli Etruschi, probabilmente su un preesistente villaggio osco del IX secolo a.C.

Il museo archeologico dell’Antica Capua

Il Museo archeologico dell’Antica Capua è ospitato in un edificio storico della metà dell’800, originariamente sede di una Caserma di Cavalleria. L’immobile fu costruito inglobando la torre di Sant’Erasmo, dove nel 1278 nacque Roberto d’Angiò e dove fu ospitato il papa Bonifacio VII. La Torre si era a sua volta insediata sui resti del Capitolium che occupava l’area centrale del lato sud del foro Albana.

Il complesso museale, dal 1981 di proprietà del Mibact, ospita il museo, inaugurato nel 1995, i laboratori di restauro, la ludoteca museale, sale espositive, sale conferenza, i depositi e gli uffici di direzione. Il patrimonio archeologico si è costituito, a partire dagli anni ‘80 del Novecento, grazie agli scavi effettuati sul territorio, in particolare alle ricerche di due eminenti studiosi e dirigenti del Ministero: Alfonso De Franciscis e Werner Johannowsky, pionieri dello studio rivolto alla lettura del territorio antico.

All’ingresso del museo, un satiro, elegante copia in marmo di età romana del Satiro in riposo di Prassitele, invita a scoprire la grande Capua.

I materiali archeologici sono presentati in nove sale e ordinati cronologicamente: la preistoria, l’età del ferro, l’età arcaica, la città etrusca e quella dei cavalieri campani, i santuari e l’affermarsi dell’architettura monumentale e, infine, il santuario di Fondo Patturelli famoso per le statue in tufo delle matres.

I segni del paesaggio: l’Appia e Capua

La Direzione regionale Musei Campania, Mercoledì 14 Settembre 2022, ha aperto al pubblico al Museo archeologico dell’Antica Capua, “I Segni del Paesaggio: l’Appia e Capua”, a cura di Ida Gennarelli e Anna Maria Romano.

La mostra si avvale della collaborazione della Regione Campania, del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento  e di esperti del settore. Durante la presentazione sono stati illustrati i recenti risultati degli scavi avvenuti nell’Antica Capua, che hanno messo in evidenza alcuni tratti della “Regina Viarum”, così come definita dal poeta latino Publio Papinio Stazio, l’antica strada che da Roma raggiungeva Brindisi passando per l’altera Roma. Sono state presentate, inoltre, anche alcune opere restaurate di recente che vanno ad arricchire il patrimonio del museo, che negli ultimi tempi ha fatto registrare un sensibile aumento di visitatori.

La mostra segna l’avvio della sezione romana con cento opere mai esposte prima: ritratti e imponenti statue in marmo, sculture, affreschi, pavimenti musivi, sepolture, cippi miliari e iscrizioni rappresentano i testimoni parlanti dell’Appia lungo il suo cammino nella Capua romana.

Particolarmente significativa è la presenza nell’allestimento di due pregevoli sculture in marmo: il ritratto dell’imperatore Settimio Severo e la testa di Dioniso (trafugate nel 1985 nell’Antiquarium di Santa Maria Capua Vetere e restituite al pubblico con una complessa operazione di collaborazione internazionale, coordinata dal Nucleo Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale).

Il viaggio ideale lungo la Regina Viarum, proposto con questa esposizione, si conclude con la fertilità dell’Ager Campanus e le floride attività agricole praticate dalle élite cittadine in un territorio profondamente inciso dai segni della centuriazione romana. A simboleggiare la feracità della Campania Felix è la statua di Trittolemo, che seminando il grano su tutta la Terra, guidando un carro alato, compie un’azione civilizzatrice dell’umanità.
La mostra offre la possibilità di percorrere spazi museali parlanti, identificabili topograficamente e cronologicamente, sincronicamente vivi, creando una relazione ancora più intima tra il museo, il paesaggio e la comunità.

Vieni anche tu a compiere un vero e proprio percorso dalla fase embrionale della città di Capua Antica fino ai fasti dell’Età Sannitica e Romana e alla decadenza post-Roma. Prenota un tour per scoprire le bellezze nascoste di un territorio meraviglioso: 

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