VG03La medicina a Salerno tra storia e leggenda

Centro Storico, Salerno SA, Italia (0)
a persona  10.00
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Descrizione

Visita guidata di gruppo: La medicina a Salerno tra storia e leggenda

La scuola medica Salernitana fu la prima e la più importante istituzione medica d’Europa. Si racconta che la sua fondazione si ebbe grazie a quattro medici, incontratisi per caso sotto gli Archi dei Diavoli, che devono il loro nome alla famosa leggenda di Pietro Barliario.

Una leggenda narra che Pietro, medico ed alchimista salernitano, costruì il ponte in una sola notte, con l’aiuto dei demoni. L’acquedotto serviva per alimentare il monastero di San Benedetto, di cui oggi rimane solo la bellissima chiesa, che si trova in quello che originariamente era definito quartiere “Orto magno”.

Addentrandosi tra vicoli e stradine strette si giunge al museo virtuale della Scuola medica che, con un percorso del tutto interattivo, illustra ai visitatori la storia della medicina a Salerno e le pratiche impiegate dai medici. Per avere un’idea ancora più completa della storia della medicina, il museo “Roberto Papi” ospita una collezione di oggetti appartenenti a quasi tutti i settori della scienza medica.

Ultima tappa di questo bel percorso tematico è costituita dalla visita al Giardino della Minerva, tipico orto medioevale situato nel quartiere alto della città, il “Plaium Montis”. Al termine della visita è possibile sorseggiare una tisana sul bel terrazzo, ammirando il fantastico panorama del golfo di Salerno.

PROGRAMMA

Incontro con la guida presso Archi dei Diavoli ore 9.00

Visita guidata come da programma fino alle ore 13.00.

 

APPROFONDIMENTI TEMATICI

Appartiene ad una florida abbazia benedettina durante tutto il periodo medioevale, soppressa poi durante il decennio francese, dalle leggi napoleoniche. La prima notizia dell’esistenza risale all’868, quando vengono citati in un atto giuridico che attribuiva alcune terre al convento. Nell’884 il monastero, distrutto dalle scorrerie dei Saraceni, venne ricostruito dall’abate Angelario ed in poco tempo divenne punto di riferimento per il mondo religioso dell’Italia Meridionale. L’interno fu edificato basandosi sui modelli romani a pianta basilicale. È diviso in tre navate sparate da due file di colonne e pilastri raccordati da arcate a tutto sesto. La facciata presenta un pronao a tre archi su colonne di spoglio e, a sinistra, sono visibili i resti dell’antico campanile. Dell’antico monastero, sono visitabili, su richiesta, il chiostro ed alcune celle, una delle quali, la più grande, è detta Cella di Gregorio VII.

Fu fatto costruire dal duca normanno Roberto dal Guiscardo in omaggio alla sua seconda moglie Sichelgaita, che non volle più abitare nella vecchia reggia longobarda sita ad oriente della Cattedrale in un periodo che va dal 1076 al 1080. In questo complesso sono chiaramente riconoscibili alcune torri decorate in “tarsie” di tufo giallo e grigio. L’individuazione del castello di Terracena è confermato dal ritrovamento di due torri, di un camminamento con cisterna e di diversi elementi architettonici, di cui la parte più interessante è costituita dalla decorazione in tufo giallo e grigio della torre sulla traversa S. Giovanni. Qui le ricorrenze orizzontali delle finestre sono animate da fasce con i motivi più vari, da quelli ad andamento geometrico a quelli più complessi, mentre le decorazioni investono gran parte delle pareti dell’attuale vicolo Castel Terracena.

Istituito nel 2009 nello storico palazzo Galdi nel cuore del centro storico salernitano, il museo raccoglie una serie di strumenti medico – chirurgici connessi a quasi tutte le branche della medicina, databili tra il XVII e il XX secolo. Tale collezione, unica nel suo genere, costituisce uno dei musei più importanti dal punto di vista scientifico.

Si tratta di un tipico orto medioevale a terrazzamenti che fu utilizzato come giardino dei semplici a fini didattici per gli studenti della scuola medica salernitana, che dovevano essere in grado di riconoscere le varie piante e le loro caratteristiche mediche. Il giardino fu creato, nel XIII secolo, da Matteo Silvatico, medico della Scuola e del re Roberto D’Angiò, che riuscì a realizzare un vero e proprio spazio botanico, raccogliendo specie di tutti i tipi, anche di natura esotica scoperte nel corso dei suoi innumerevoli viaggi.

Prezzo per visita guidata

€ 15,00 a pax (minimo 5 max 7)

€ 12,00 a pax (da 8 a 15)

€ 10,00 a pax (da 16 a 25)

Quotazione su richiesta per gruppi minori o personalizzazioni: info@dipark.it

LE QUOTE INCLUDONO

  • servizio guida
  • assicurazione

Escluso ticket d’ingresso ove richiesti.

N.B. Possibilità di pranzo oppure pizza c/o ristorante del luogo e proseguimento con altri itinerari guidati o pomeriggio libero (durante il periodo natalizio è possibile abbinare il Tour Luci d’Artista).



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